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Martedì, 22 Agosto 2017

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Basilica di Bisarcio, abside.Basilica di Bisarcio, abside.Nella geografia della Sardegna medievale, Bisarcio, sede episcopale eponima della stessa diocesi, si trovava nel settore nord-orientale del Giudicato di Torres, lungo il principale asse viario di collegamento tra Porto Torres, Sassari ed il collegamento con la strada per Cagliari, in linea con le confinanti diocesi di Ploaghe (ad Ovest) e di Castra a Nord-Est e in una zona non distante dal confine con il Giudicato di Gallura.

Il sito di Bisarcio rappresenta per il Medioevo sardo un luogo particolarmente carico di significati, essendo sede di diocesi almeno dagli anni Ottanta dell’XI secolo fino al XVI secolo e di un importante abitato, capoluogo dell’omonima curatoria medievale.

Alla fine del Cinquecento, Giovanni Francesco Fara descrive il villaggio come quasi distrutto, con poche capanne «senz’aver conservato niente della grandezza degli antichi edifici» mentre nella Relazione sugli stati di Oliva scritta nel 1769 da Vincenzo Mameli De Ormedilla il villaggio risulta distrutto non da troppo tempo, con alcune case quasi intatte.

Fotopiano del villaggio ottenuto con drone.Fotopiano del villaggio ottenuto con drone.La strategia dell'intervento archeologico si è sviluppata nei due poli dell'insediamento, quello episcopale, rappresentato dalla basilica di Sant'Antioco di Bisarcio e dalle sue pertinenze e dall'area interpretata come villaggio. Nell'area circostante la basilica, sono state sviluppate due aree di scavo, la prima (area 5100) consistente in un quadrato di 10 x 10 m, volto ad indagare la qualità dei depositi archeologici presenti nelle immediate adiacenze della basilica, mentre il secondo intervento è consistito in un'area rettangolare (area 5300) avente la finalità di caratterizzare i processi di formazione del pendio sulla cui sommità è ubicata la basilica.

L'area identificata come superficie interessata dai resti del villaggio di Bisarcio si presenta come una distesa incolta, caratterizzata da cumuli di pietre e da un andamento del terreno complessivamente irregolare, a causa dell'affioramento di rasature e di lacerti murari.

Le tracce più visibili del villaggio sono situate a Nord Scavo nell'area vescovile.Scavo nell'area vescovile.della chiesa, ma non si esclude che il villaggio potesse in passato estendersi anche ad Est della chiesa, dove oggi si trovano numerosi edifici moderni. A Nord della cattedrale all’inizio dei lavori erano presenti ruderi di differenti dimensioni, di cui sono visibili i muri perimetrali. Tra i vari edifici quelli di maggiormente conservati sono quelli della chiesa di Santa Croce, di cui si distingue chiaramente l’abside, e i resti di una grossa struttura presumibilmente privilegiata o pubblica, poiché di dimensioni molto superiori alle altre e provvista di più piani.

E' stato pertanto possibile identificare -con una ricognizione sul terreno di altissima intensità- i resti di oltre 120 edifici, che sono stati rilevati nei loro ingombri e realizzare una planimetria del villaggio che permette di comprendere la sua pianificazione urbanistica, le strade, le schiere di edifici, gli spazi privati o pubblici, la chiesa, il probabile cimitero, il rapporto con l’area episcopale.

 

 

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